Generali, Quaglia alle grandi manovre

Lo spiffero.it 22.9.21

Il presidente della Fondazione Crt si ritaglia il ruolo di mediatore. Pur avendo aderito al fronte dei pattisti capitanato da Del Vecchio e Caltagirone, da buon democristiano lancia appelli alla pacificazione: “Bisogna sempre provare a ricomporre”

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“Si avvia un percorso che finirà ad aprile del prossimo anno e noi vogliamo partecipare al progetto di sviluppo di Generali per creare più valore di quello già notevolissimo che è stato creato fino ad adesso”. È più che mai della partita il presidente di Fondazione CrtGiovanni Quaglia, interpellato sull’ingresso della fondazione torinese nel patto di consultazione tra soci del Leone, composto da Francesco Gaetano Caltagirone Leonardo Del Vecchio. A chi gli chiedeva se, in vista dei prossimi appuntamenti societari, è possibile ricomporre la frattura sulla governance all’interno della compagnia assicurativa, Quaglia si è limitato a osservare: “Perché no? Bisogna sempre provarci”. Quanto, infine, all’operato del ceo Philippe Donnet, il numero uno di via XX Settembre, azionista di Generali per una quota di poco superiore all’1%, ha solo aggiunto: “Non do giudizi”.

È un ruolo da mediatore quello che sta cercando di ritagliarsi Quaglia in questo complesso risiko in cui sono impegnati i big della finanza italiana. In fondo sa che se dovesse passare la linea dei pattisti il suo peso politico potrebbe aumentare e secondo i bane informati potrebbe esserci anche in serbo un ruolo di primo piano per il segretario generale della Fondazione Crt, Massimo Lapucci che oggi siede nel cda della Banca Generali e per il quale potrebbero aprirsi le porte del board nella capogruppo, sostituendo Sabrina Pucci, attualmente espressione di via XX Settembre.