Nexi: mette nel mirino la Grecia (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il business dei pagamenti digitali, grazie alla pandemia, in Italia è balzato a quota 253 miliardi di transato, il 27% della spesa totale dei consumatori (949 miliardi), rispetto al 24% del 2019. Ma molto c’è ancora da fare non solo sul mercato domestico per Nexi e per i competitor come l’agguerrita Worldline. 

E così, in attesa del pronunciamento dell’Antitrust sull’integrazione con Sia atteso per metà ottobre, Cdp sarà il primo socio singolo con il 16,8% e non salirà più al 25%, Intesa Sanpaolo avrà il 6% e i fondi Advent, Bain, H&F e Clessidra saranno complessivamente al 30% con una quota destinata alla vendita sul mercato -, il gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo si concentra in particolare sul mercato greco. 

Dopo la joint venture definita con Alpha Bank (il 51% è in mano a Nexi), nel mirino, come riferito da MF-Milano Finanza il 9 luglio, è entrata Eurobank e si valuterà il dossier National Bank of Greece, per la quale è in pole l’americana Evo: «I mercati di Italia e Grecia hanno caratteristiche simili per il basso tasso di penetrazione del digital payment, l’elevato numero di pmi, un ecommerce in lenta ma costante crescita, un ruolo centrale del sistema bancario e i governi che stanno spingendo per l’evoluzione digitale», ecco che Nexi è pronta a valutare anche altre opzioni a partire dai merchant book degli istituti di credito, come fatto proprio in Italia. Contestualmente, Bertoluzzo vuole rafforzare la presenza della società nel business dell’ecommerce, che in Italia pesa solo per il 7% del mercato. In tal senso si in trquadra l’integrazione con Nets che, essendo leader nell’area Nordics, può fungere da traino. Il gruppo italiano, inoltre, vuole aumentare la propria quota di mercato in Germania, oggi al 15% (rispetto al big Worldline, 40%) e resta in attesa di capire se il dossier della portoghese Sibs ripartirà a due anni di distanza dall’avvio del processo di vendita poi interrotto causa Covid. Vi sono poi altri due paesi sui quali Nexi ha acceso un faro: Serbia e Croazia. Qui si punterà, magari facendo leva sulle attività bancarie del socio Intesa, a rilevare le attività di gestione dei pos se gli istituti di credito locale li metteranno in vendita. Più difficile, al momento, vedere un interesse della società guidata da Bertoluzzo per le attività dei pagamenti di Iccrea: un target che potrebbe, invece, interessare Worldline. Dal punto di vista finanziario, Nexi ha confermato i target per il 2021 che prevedono ricavi in crescita del 10% rispetto al dato (cumulato con Nets) di 2,1 miliardi del 2020, con un ebitda atteso in crescita dell’11-13% rispetto a un anno fa a fronte di una pfn negativa di 5,1 miliardi. 

fch 

 

(END) Dow Jones Newswires

September 22, 2021 02:28 ET (06:28 GMT)